I Clan ..... una famiglia di famiglie
I primi Europei che entrarono in contatto con gli Indiani del Nord America ed in modo particolare i missionari cristiani, notarono qualcosa di inspiegabile per loro: in queste comunità, relativamente popolose e apparentemente, per molti aspetti, così poco governate, come potevano vivere insieme in pace, senza la legge e senza una autorità?
C'erano delle città dove gli Indiani vivevano insieme in migliaia con un accordo assoluto. Questa pace e armonia era generalmente dovuta alla peculiarità del carattere e delle abitudini degli indiani. Erano ai loro occhi, la razza più tenera e compiacente dell'umanità. Gli stranieri, tra i quali i missionari, venivano rispettati ed accolti con gentilezza così come i loro dogmi. Quello che scoprirono fu che i loro insegnamenti erano rispettati, ma loro, gli indiani, non vi credevano e forse neanche li capivano.
Quando i missionari si resero conto di questo loro atteggiamento, invece di comprenderli, ne rimasero delusi in quanto il loro unico intento era la conversione alla religione cristiana.Gli stessi indiani, di contro, non comprendevano il sarcasmo di quegli europei ed il loro comportamenti, ma il loro atteggiamento nei confronti degli “stranieri” era sempre legato alla tradizione del rispetto. Tutti gli indiani, e specialmente quelle nazioni molto popolate e stanziali, avevano il loro codice di cortesia, le cui richieste erano rigide ed esatte. La natura indiana, inflessibile e irremovibile, era particolarmente sotto il controllo delle tradizioni. Le loro tradizioni erano la legge! Anzi, una Legge Comune per tutti! In questa “democrazia” indiana, evidente più nello spirito che nella forma, il rispetto per la tradizione e la volontà di cedere ad esso era (ed è) sempre presente.
Familarietà
Gli Europei notarono che loro erano sempre pronti ad aiutarsi a vicenda per superare tutte le difficoltà con uno spirito di familiarità - “famiglia” – sempre presente tra di loro. Se una famiglia era in difficoltà le altre famiglie si univano per far fronte insieme alla difficoltà per superarla. In cambio, i destinatari del favore, se potevano, davano una festa, in caso contrario, i loro ringraziamenti erano sufficienti. E questo modo di comportarsi stupiva i visitatori del nuovo mondo! Uno dei missionari che lascò delle testimonianze scritte era il gesuita Brébeuf, che conosceva benissimo gli Uroni, è frequentemente in modo enfatico lodava la loro armonia e spirito sociale.Tra gli Irochesi e gli Uroni - e senza dubbio tra le altre nazioni - c'erano distinzioni marcate come la differenza tra nobili e plebei o ricchi e poveri. È, nonostante ciò, mentre c'era del cibo nel villaggio, sia il più ricco che il più povero non ne soffrivano la mancanza.“Il povero non fece altro che entrare nella casa più vicina e sedersi accanto al fuoco, quando, senza una parola da una parte e dall'altra, il cibo fu posto davanti a lui dalle donne”.
Le comunità indiane
Nelle proprie comunità gli indiani erano e sono molto socievoli. Vivono nelle feste e nelle danze come nella loro vita quotidiana. Spesso trascorrono del tempo nelle case dei vicini, chiacchierando e scherzando. L’ironia e gli scherzi sono per loro essenziali. Gli scambi di battute diventano veri e propri tornei verbali e l’allegria è sempre presente!!!
Nell'organizzazione delle comunità indiane appare continuamente una caratteristica, molto evidente. Ogni nazione, per adottare i nomi con cui queste comunità sono solitamente conosciute, è suddivisa in Clan.
Questi clan non sono localmente separati, ma sono amalgamati in tutta la nazione. Tutti i membri di ciascun clan sono, intimamente uniti nella consanguineità. Quindi è ritenuto un abominio per due persone dello stesso clan contrarre matrimonio (uomo-donna) ne consegue pertanto, che ogni famiglia deve essere composta da membri di almeno due clan. Ogni clan ha il suo nome, come il clan del falco, del lupo o della tartaruga; e ciascuno ha per emblema la figura della bestia, uccello, rettile, pianta o altro oggetto, da cui deriva il suo nome. Questo simbolo o emblema, chiamato totem dagli Algonquins, è spesso tatuato sul corpo di ogni membro del clan o dipinto sopra l'ingresso delle loro case.
Tratto da un manoscritto preparato da J.P. Evans nel 1835:
“Non ci sono confini naturali per i loro clan, i soggetti di clan diversi vengono mescolati, quelli dello stesso clan sono considerati appartenenti alla stessa famiglia, infatti questa relazione sembra essere vincolante come i legami della consanguineità. Un indiano può dirti senza esitazione quale grado di relazione esiste tra se stesso e qualsiasi altro individuo dello stesso clan che potresti vedere doverosamente sottolineare. Un uomo e una donna dello stesso clan non sono autorizzati a diventare uomo e moglie. Questa tradizione antica è ancora prevalente in grande misura, e non rispettarla comporta il disprezzo di questa tradizione ed è disgustoso agli occhi di molti ".
La madre
Le società Cherokee, per esempio, sono storicamente matrilineari, il che significa che il clan viene dalla parte della madre. Non ci sono documenti scritti formali di chi apparteneva a un determinato clan. I tradizionalisti nelle comunità Cherokee conservano ancora i loro clan e la loro conoscenza ma, molte persone di discendenza Cherokee non vengono considerate appartenenti ad un Clan se la loro madre non è Cherokee. I figli appartengono, nella maggior parte dei casi, al clan, non al padre, ma alla madre. In altre parole, la discesa, non solo del totem (simbolo/emblema), ma di tutti i gradi, titoli e possedimenti, avviene attraverso la donna.
Il figlio di un capo non può mai essere un capo per titolo ereditario, sebbene possa diventare tale per il suo comportamento verso e per il bene della comunità. Dal padre non può ereditare nulla. Tutti i beni passano ugualmente di diritto ai fratelli del capo o ai figli delle sue sorelle, poiché questi sono tutti nati da una madre comune. I figli sono figli della madre!!! Ma sebbene i figli acquisivano i loro diritti di nascita solo attraverso la madre, singolarmente era attraverso il padre che la loro parentela si estendeva oltre al clan della madre in quella del clan del padre, legandoli non solo per il matrimonio dei genitori, ma con un vincolo più forte di una parentela riconosciuta. Con questo processo i clan della tribù erano uniti in un'unità o famiglia tribale. Pertanto la famiglia è alla base della struttura sociale nelle società tradizionali dei nativi americani.
In conclusione, non esistono regole scritte ne governi complessi per le nazioni indiane del nord d’America ma bensì, una struttura definita e norme sociali fondate dalla tradizione e spiritualità alle quali ci si aspettava che le persone si adeguassero se volevano far parte della società. Al livello più alto troviamo le nazioni. Ossia, grandi gruppi di persone che avevano in comune spiritualità, tradizioni, cultura, geografia e lingua. Queste nazioni poi sono composte da gruppi più piccoli, ossia i Clan. I membri di un clan generalmente condividevano un antenato comune e erano considerati imparentati – consanguinei - l'uno con l'altro. Ogni clan aveva il proprio simbolo o emblema che dava al clan il suo nome. Da notare che questi simboli erano considerati anche come uno spirito protettore. I capi dei clan e delle nazioni erano (e sono) uomini eletti o scelti dal popolo (principalmente dalle donne) e non avevano un potere legislativo ed esecutivo, ma erano uomini rispettati che fornivano consigli che la nazione o il clan generalmente seguiva.
Le nazioni possono, anche oggi, avere due tipi di leader: un leader civile che un leader di guerra. Il leader civile guida la nazione durante i periodi di pace mentre il leader della guerra (in passato) guidava la nazione durante i periodi di guerra.
I clan a loro volta sono ulteriormente divisi in villaggi e famiglie. Ecco come la famiglia si identifica come il nucleo dell’organizzazione sociale.
Famiglia, villaggi, clan e nazione… Una grande famiglia allargata!
Grazie.